L’umanità ovunque – di Claudio Bazzocchi

Sinistramediazione e connessione sentimentale

L’autore prende in esame la cultura politica e l’idea stessa di politica della sinistra italiana comunista e post-comunista. Mette in evidenza come, grazie all’elaborazione di Gramsci e Togliatti, si sia data vita in Italia non più a un partito guidato da rivoluzionari di professione, ma a un luogo in cui ci si potesse liberare giorno per giorno grazie all’autoeducazione e alla lotta etico-politica. Non è quindi la dottrina da applicare al mondo, assieme al titanismo violento contro l’oppressione, ciò che può liberare e rivoluzionare effettivamente una società. Occorre compenetrare la libertà con la sicurezza, la legge con il legame sociale e, per fare questo, non servono avanguardie illuminate che agitino il vessillo di una teoria politica, ma l’incontro tra intellettuali e popolo. Fu una politica in grado di scovare l’umanità ovunque, anche nelle espressioni più degradate della cultura popolare, magari al limite tra legalità e illegalità. Il moralismo dei partiti eredi del PCI e l’ossessione di vincere segnano la ripresa della cultura dei rivoluzionari di professione, che sotto traccia perdurava nel PCI ed è rimasta anche nei suoi eredi, che possono così scegliere di essere guidati da un giovane sindaco che non ha con loro nulla in comune, ma può portarli alla “vittoria”

Scheda libro

Leave a reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

1 (2)