Sulle elezioni in Germania

PIERO DI SIENA

Le elezioni tedesche confermano lo spostamento a destra che, nel vivo della crisi economica in atto, sta investendo l’Europa. Esso trae origine soprattutto dal fallimento dell’indirizzo politico, subalterno alle tendenze neoliberiste, che è prevalso nel socialismo europeo a partire dagli inizi degli anni novanta. Sono state così travolte prima le esperienze di governo socialiste in Europa, e poi, dalla Gran Bretagna, alla Francia, all’Italia e ora alla Germania,gli stessi partiti che ad esse avevano dato vita.
La crisi della socialdemocrazia tedesca viene dunque da più lontano dell’esperienza della Grande coalizione e risiede soprattutto nel fatto che la sua classe dirigente non ha voluto prendere atto del fallimento della politica dell’era di Schroeder.
Il successo della Linke e dei Verdi dimostra, tuttavia, che uno spazio per la sinistra esiste. E’ quanto accaduto in Francia con le elezioni europee ed è quanto potrebbe accadere in Italia se la sinistra superasse le sue divisioni incomprensibili alla gran parte del suo potenziale elettorato.
La situazione impone dunque un ripensamento di fondo degli indirizzi del socialismo e, più in generale, di tutta la sinistra europea. Bisogna superare sia ormai consunti moderatismi che chiusure settarie e riprogettare, insieme a una vera e propria rifondazione della sinistra, un nuovo centrosinistra europeo che prima che negli schieramenti politici trovi il suo fondamento in un compromesso sociale capace di dare valore al lavoro, di tutelare l’ambiente e rilanciare la democrazia.

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