Per una dichiarazione d’intenti dell’Assemblea del 3 dicembre all’Alpheus

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La nostra intenzione è costruire una sinistra unita e nuova per trasformare la politica e la società a Roma e nel territorio. Siamo donne e uomini impegnati nelle istituzioni e nel sociale, nelle associazioni e nei movimenti, nei partiti e nel sindacato, nel mondo del lavoro e della cultura, che vogliono sconfiggere il liberismo populista di una destra divisa, ma aggressiva e animata da una forte volontà di rivincita. Ciò che serve non è la deriva centrista e moderata del Partito democratico, né si può accettare il persistere della frammentazione e dispersione della sinistra, che nelle condizioni attuali è destinata all’irrilevanza, con grave danno per la società e la democrazia italiane.
Non possiamo più attendere. E’ il momento di costruire una sinistra unita, rinnovata nelle culture, nei metodi e nella pratica politica, ampia e plurale, capace di competere sul terreno del consenso e di incidere efficacemente nelle scelte della politica. Alla crisi globale del modello di società, resa manifesta dal divario crescente tra ricchezza e povertà e dall’incombente catastrofe ambientale, si può rispondere solo con una cultura capace di interpretare i radicali cambiamenti della nostra epoca, e con la forza della mobilitazione popolare, della partecipazione democratica.
Esiste in Italia una volontà ampia e diffusa di contare e di far sentire la propria voce, come testimoniano le manifestazioni del 20 ottobre, di Genova, delle donne a Roma, dei Comitati per l’acqua pubblica, cui la sinistra è chiamata nel suo insieme a dare una risposta efficace e non rinviabile. Perciò c’è bisogno non di amministrare l’esistente, ma di una sinistra di trasformazione, capace di pensare globalmente e agire localmente, di misurarsi sui temi cruciali del lavoro e dell’ambiente, della pace e del disarmo, della differenza di genere e della laicità dello Stato, della questione morale e dell’etica pubblica. E sulla questione per noi centrale di un diverso modello urbano, delle reali condizioni di vita di migliaia di giovani nell’area metropolitana e nelle periferie.
La sinistra nuova e unita non si costruisce restando dentro i vecchi confini. E la somma dell’esistente non affascina né attrae. La sinistra unita e nuova si costruisce se si chiamano in causa nuovi protagonisti, in primo luogo i lavoratori del XXI secolo. Perciò c’è bisogno di una forte innovazione democratica nella costruzione di un soggetto politico unitario, plurale, ecologista della sinistra italiana, che muova dai territori e non solamente dall’alto, che riconosca le tante forme della critica e del conflitto presenti nella società, che valorizzi le differenze, a cominciare da quella di genere, entro un quadro di regole chiare, trasparenti, condivise.
La nostra idea di democrazia è quella che si ispira ai principi fondamentali della Costituzione della Repubblica antifascista. Perciò sosteniamo la necessità di combinare democrazia rappresentativa e democrazia partecipativa, valorizzando il coinvolgimento delle persone nelle decisioni secondo una pratica politica che parli il linguaggio della vita e non quello separato degli “specialisti”.
Per la costruzione del nuovo soggetto politico della sinistra italiana riteniamo che l’accordo tra i partiti sia indispensabile, ma non sufficiente. E la Federazione delle forze esistenti non può essere il punto d’approdo, ma un passaggio di un processo più ampio volto a dare vita a un soggetto politico nuovo, unitario, plurale della sinistra italiana. In questo senso noi intendiamo il significato dell’Assemblea della sinistra e degli ecologisti convocata per l’8 e il 9 dicembre: aprire la fase costituente chiamando tutte e tutti ad esprimersi su valori, contenuti e forme del nuovo soggetto politico. In questo senso intendiamo impegnarci per giungere a liste unitarie e a gruppi consiliari unici già nelle elezioni amministrative della primavera prossima.
Essenziale è adottare e far partire sin da ora un processo costituente ampio, partecipato, coinvolgente. In modo da mettere in campo e da associare in un impegno comune, e con pari dignità, le diverse forme dell’agire politico. Non solo i partiti, ma movimenti e associazioni, e le tante persone che oggi non si riconoscono in nessuna delle formazioni politiche esistenti. Anche nella fase costituente del nuovo soggetto, e nella forma transitoria della Federazione, è necessario adottare modalità di partecipazione e di iscrizione dei singoli e collettive che siano dirette e non passino necessariamente attraverso l’iscrizione ai partiti. E si dovrà consentire di partecipare anche a coloro che, singoli o associati, pur senza l’iscrizione, vogliano contribuire alla costruzione del processo unitario.
A partire da questa Assemblea noi intendiamo impegnarci perché Roma sia un laboratorio avanzato della sinistra unita e nuova.
Perciò proponiamo di aprire una fase costituente imperniata:
a) su una consultazione popolare nella città intorno ai valori, ai contenuti e alle forme di una sinistra nuova, unitaria, plurale ed ecologista;
b) sulla formazione nel territorio metropolitano di Comitati per la costituente, che trovino nelle Case della sinistra i luoghi nei quali si superino le vecchie divisioni, maturino nuove esperienze comuni, prenda forma una pratica politica legata alla vita quotidiana delle persone.
Entro febbraio una nuova Assemblea cittadina farà il punto sul nostro percorso e segnerà un’altra tappa nel nostro cammino.

Roma, 3 dicembre 2007.

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