ISCRIVERSI E ABBONARSI È BELLO. ED È IMPORTANTE ANCHE RITROVARSI

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Lettera della Presidenza dell’Associazione per il rinnovamento della sinistra

Iscriversi all’Associazione per il rinnovamento della sinistra e abbonarsi a Critica marxista: scelte controcorrente o tracce di una nuova corrente?

Non sembri una provocazione o una iperbole. In verità, proprio la terribile esperienza della pandemia ha messo in luce quanto e come i vecchi modelli di sviluppo con le loro ideologie sottese non reggano più. O, comunque, fatichino persino a mantenersi in piedi.

La strisciante o palese privatizzazione della sanità, ottenuta indebolendo la cura pubblica e aprendo la strada al mercato della salute, ha svelato i mali profondi del liberismo imperante (pur con diverse declinazioni) in questi ultimi quarant’anni.

In verità, la questione sanitaria è solo l’esempio più eclatante del progressivo indebolimento dello Stato sociale. Non solo. A questo, si aggiunge la riduzione del ruolo delle assemblee elettive (da ultimo con il taglio dei parlamentari), a vantaggio di un accentramento dei poteri attraversato da pulsioni talvolta autoritarie. La miscela di tecnocrazie e populismi tratteggia ulteriormente il contesto che viviamo.

Ci sono interi scaffali di testi tesi a descrivere la transizione in corso e a delineare nuove strategie e politiche pubbliche.

 La sconfitta di Trump ci incoraggia, ma il tentativo di colpo di Stato avvenuto a Washington ci ammonisce che le nubi nere si addensano: è in atto una risposta da destra alla crisi della globalizzazione, persino con il ricorso alla violenza. Il fascismo si traveste ma, in quanto figlio – sia pure degenere- del sistema capitalistico, non è morto davvero.

Per fortuna, ci sono molti anticorpi sociali, luoghi intermedi tra società e politica, che reagiscono e prefigurano sensibilità e linee alternative.

Tuttavia, nel dibattito pur interessante in corso si sente la mancanza di una aggiornata cultura riformista moderna e attenta ai conflitti in atto. Quelli visibili e quelli meno evidenti: dal precariato diffuso, all’inedito schiavismo intellettuale, alle tensioni attorno ai rigurgiti fascisti e razzisti; alla questione della violenza, a partire dai costanti attacchi alle donne. Nel frattempo, l’età digitale ci sta sommergendo senza regole, così che narrazioni false, come gli esempi trumpiani, possono avvelenare la società, mentre  la libertà di informazione è messa in causa.

Abbiamo un programma assai denso, virus permettendo.

Celebreremo i cento anni della fondazione del Partito comunista italiano, nonché i cinquant’anni de “il manifesto”. Anzi. Al centenario del congresso di Livorno e alle successive evoluzioni è dedicato un numero speciale di “Critica marxista” né celebrativo né retorico, in uscita proprio per l’anniversario.

 Siamo e saremo presenti sempre nelle varie attività associative che hanno preso piede sui temi su cui siamo sempre stati impegnati, a partire dalla crisi della terra e del suo ecosistema. E, naturalmente, ci sentiamo sempre vicini all’attività dell’Anpi.

Sentiamo, però, l’esigenza di lanciare un grido di allarme. Se non ci rafforziamo, attraverso tessere e abbonamenti, rischiamo di soccombere in una situazione così difficile, un una realtà omologata e impoverita.

Rivolgiamo tale richiesta a chi ha spesso manifestato interesse e simpatia, perché riteniamo che l’associazione e la rivista possano costituire un luogo aperto e coraggioso di confronto: una sequenza di e per una inedita corrente culturale, premessa per il ripensamento di un’adeguata soggettività politica. E perché la lotta nelle e delle idee è, a sua volta, un efficace vaccino antivirus. Per i saperi contro l’ignoranza Per la coscienza, contro l’incoscienza. Per l’argomentazione e la memoria, contro la dittatura dell’istantaneità.

Buon anno e buon lavoro.

 

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