L’Associazione per il Rinnovamento della Sinistra condivide l’allarme lanciato sia dai Comitati Dossetti e che da Stefano Rodotà sul fatto che la formazione stessa di una Convenzione per le riforme istituzionali, annunciata da Letta nel suo programma di governo, potrebbe costituire un vulnus decisivo al dettato stesso della nostra Costituzione. Tali intenzioni, pasticciate e confuse, confermate in questi giorni dal ministro Quagliariello e dallo stesso presidente del consiglio (una commissione di esperti e poi una sorta di nuova bicamerale), restano in campo nonostante le incertezze seguite all’indomani dell’insediamento del governo.Le procedure per la sua modifica sono stabilite dalla Costituzione stessa, attraverso l’art. 138, che stabilisce in modo preciso poteri del Parlamento e del popolo sovrano in materia. Derogare da quelle norme significa, nei fatti, entrare anche dal punto di vista istituzionale nello stato di eccezione in cui versano i rapporti politici nel nostro Paese e rischia di porre le basi per il superamento dello stesso impianto generale della Costituzione, nata dalla Resistenza al nazifascismo, che resta uno degli obiettivi fondamentali della destra. Del resto l’art. 1 della nostra Carta stabilisce che persino all’esercizio della sovranità popolare non è dato valicare i confini tracciati dalla Costituzione medesima. Si può consentire a un governo e alla maggioranza che lo sostiene esercitare prerogative che non sono consentite nemmeno al popolo sovrano? Eventuali revisioni costituzionali oltre che seguire le procedure previste dalla stessa Carta fondamentale debbono ispirarsi ad una visione equilibrata dei ruoli e dei poteri, la cui reciproca autonomia è presidio della democrazia, e in questo ambito il parlamento, scelto dai cittadini e non dai vertici dei partiti, deve mantenere una centralità fondamentale. Per tutte queste ragioni l’Associazione si mette disposizione di tutte le iniziative tese a riportare nell’ambito dei dettati della Carta e delle procedure da essa stabilite il processo di modifica della nostra Costituzione.
Frammenti di storia sul filo della memoria - Piero Di Siena
Futura Umanità, associazione per la storia e la memoria del Pci presenta il libro di Piero Di Siena “Nel Pci del Mezzogiorno, frammenti di storia sul filo della memoria” edito da Calice Editori. Ne discutono con l’autore: Piero Bevilacqua, Cecilia D’Elia, Aldo Tortorella; coordina Paolo Ciofi.
Roma 19 Giugno 2013 ore 17.30 presso Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, Via Ostiense 106 (Centrale Montemartini)
A dieci anni dalla scomparsa di Claudio Sabattini, la Fondazione in collaborazione con la FIOM CGIL promuove un ciclo di iniziative che nel corso del 2013, nel ricordarlo, si propongono di confrontare analisi e contributi su temi di attualità sindacale e politica. Dopo le iniziative, svoltesi a Roma il 5 aprile sul tema generale che ci siamo dati (C’è un futuro per il Sindacato? Quale futuro) e a Brescia il 10 maggio su “Democrazie e rappresentanza sindacale”, a Torino con vari interventi, contributi e testimonianze.
SEMINARIO: “Lavoro Trasformazioni Soggettività”, venerdì 12 luglio 2013, presso Aula Magna del Campus Universitario Luigi Einaudi – Lungo Dora Siena, 100 – Torino
“Nel pensiero e nell’esperienza di contrattazione collettiva di Claudio Sabattini erano fondamentali sia la condizione di lavoro, sia l’organizzazione del lavoro, come il terreno su cui affermare una soggettività autonoma dei lavoratori che si esprimesse rivendicando una trasformazione della fabbrica e un cambiamento più complessivo.
Alla radice del suo approccio c’era il riconoscimento di un bisogno di libertà che per farsi valere richiedeva di superare una situazione dominata dall’impresa per un processo di cambiamento che mettesse i bisogni e la soggettività dei lavoratori in condizioni paritarie con l’impresa……..”
Lo scopo primario dell'Associazione è quello di contribuire all’unità e al rinnovamento di tutta la sinistra italiana e europea ricreando un punto di vista critico verso l’ordine sociale esistente
Laboratorio culturale: André Tosel, La democrazia tra conflitto sociale e conflitto identitario; Giuseppe Prestipino, Dal nazionale-popolare al globale populista; Francesca Antonini, Il bonapartismo nel Diciotto brumaio di Marx tra fenomeno storico e categoria teorica